Andamento della gestione

ARIA

L’attività svolta da ARIA è caratterizzata dalla gestione diretta degli asset confluiti dalle società controllate Terni En.A., E.A.L.L., Enercombustibili ed Ergo En.A., incorporate nell’esercizio 2011. Sono, inoltre, svolte le attività di coordinamento e prestazione di servizi in favore della controllata,

SAO ed Ecoenergie messa in liquidazione nel corso del 2012. Infine con assemblea del 16 ottobre 2013 è stata deliberata la messa in liquidazione della società partecipata al 33% Arkesia.

La Società intrattiene rapporti di commercializzazione di energia elettrica con Acea Energia Holding che svolge attività di operatore di mercato alla quale cede i volumi di energia in eccedenza prodotta dalle due nuove linee dell’impianto di San Vittore del Lazio rispetto a quella ritirata dal GSE in regime di CIP 6/92.

Impianto di termovalorizzazione di Terni (UL1)

Nel corso dei primi mesi del 2013, sono state avviate le prove di legge programmate ed approvate dall’Amministrazione Provinciale di Terni e dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Regione Umbria.

Le prove effettuate hanno consentito di verificare il corretto rispetto delle disposizioni di Legge in materia di emissioni in atmosfera, anche attraverso l’esecuzione delle prove in contradditorio con gli Enti di controllo.

Successivamente al primo parallelo dell’impianto con la rete elettrica nazionale avvenuto il 21 dicembre 2012, la Società ha comunicato al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) l’entrata in esercizio commerciale ai fini dell’avvio del periodo di incentivazione.

L’esercizio dell’impianto nel corso dell’anno 2013 ha risentito di una serie di guasti all’alternatore che hanno comportato una riduzione del numero di ore di funzionamento a piena capacità.

Nel mese di maggio 2013, il GSE ha avviato un procedimento istruttorio, ai sensi dell’art. 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, per lo svolgimento delle attività di controllo mediante verifica documentale, ai sensi dell’art. 18 comma 1 del D.M. 18 dicembre 2008.

Nel mese di settembre 2013, lo stesso GSE, a fronte dei chiarimenti e dei riscontri documentali ricevuti da ARIA e dalla Provincia di Terni, quale Ente territoriale competente per il rilascio e la verifica dei titoli autorizzativi dell’impianto di Terni, ha comunicato la conclusione del procedimento istruttorio con conferma della validità della qualifica IAFR e la conseguente sussistenza dei requisiti per l’erogazione degli incentivi secondo quanto previsto dal comma 6 dell’art. 21 del DM 18 dicembre 2008. Si è tuttavia in attesa del completamento delle procedure da parte del GSE per l’approvazione del piano di caratterizzazione del rifiuto che sarà trattato e recuperato dall’impianto di Terni. Per tali attività di verifica, infatti, lo stesso GSE ha affidato ad RSE (società riconducibile a GSE) l’analisi tecnica del piano di caratterizzazione redatto dalla società per la determinazione della frazione biodegradabile del rifiuto avviato a termovalorizzazione e soggetta ad incentivazione.

Nel corso del periodo, inoltre, sono stati perfezionati i necessari ed ulteriori contratti di conferimento del rifiuto pulper per il fabbisogno di combustibile dell’impianto nel corrente esercizio.

 

Impianto di produzione CDR di Paliano (UL2)

L’impianto di produzione CDR di Paliano è in possesso di un’autorizzazione unica per la produzione di CDR con scadenza 30 giugno 2018.

Nei primi cinque mesi del 2013 la produzione di CDR è stata eseguita con regolarità lavorando principalmente la frazione secca combustibile CER 19.12.12 prodotta dagli impianti di AMA e gli scarti conferiti dal Consorzio Nazionale COREPLA. Il CDR prodotto è stato interamente conferito presso l’impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio.

Il 19 giugno 2013 l’intero sito è stato interessato da un vasto incendio che ha distrutto una parte dell’impianto. Terminate le operazioni di spegnimento, l’impianto è stato posto sotto sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria per consentire il perfezionamento delle operazioni peritali da parte del Nucleo Investigativo Antincendi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Allo stesso tempo, la Società ha provveduto ad attivare le necessarie procedure con le Compagnie di Assicurazioni che garantiscono la società dai diversi rischi riconducibili alla fattispecie in discussione.

Il 6 settembre 2013, sono state avviate le operazioni peritali disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone che hanno consentito per la prima volta di accedere ai luoghi interessati dall’incendio. Le indagini hanno poi richiesto un ulteriore sopralluogo in data 28 novembre 2013 che ha consentito di completare le verifiche tecniche sugli apparati e sull’impiantistica interessata dall’evento. Sempre nella stessa giornata è stato possibile eseguire la perimetrazione dei luoghi all’interno del capannone in cui è localizzato l’impianto di produzione CDR che non risultano ulteriormente utili alle indagini e per le quali è stato già fornito un assenso al dissequestro previa presentazione di un piano di campionamento delle diverse tipologie di rifiuti individuati. Si è pertanto provveduto a presentare istanza di dissequestro parziale dell’area allegando il relativo piano di campionamento, precisando che tale attività deve intendersi propedeutica ad un progressivo intervento di ripristino dello stato dei luoghi finalizzato ad avviare un piano d’interventi di completa sostituzione e ricostruzione dell’impianto di produzione CDR e consentire una successiva ripresa delle attività.

Ad oggi, pertanto, non è possibile stimare l’entità dei danni all’impiantistica ed alle strutture immobiliari, potendo in ogni caso affermare che non sarà possibile ripristinare la produzione di CDR nel 2014.

Il valore netto contabile al 31 dicembre 2013 ammonta a € 6,8 milioni di cui € 1,7 milioni relativi al terreno. Il rimborso assicurativo sarà calcolato sulla base del valore di ricostruzione a nuovo che, sulla base del dettato contrattuale, sarà decurtato del 20% essendo stata accertata la responsabilità dolosa da parte di terzi.

 

Impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio (UL3)

L’impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed in particolare da CDR.

Si segnala che in merito all’iter istruttorio per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto, ARIA ha da tempo provveduto a riscontrare tutte le richieste di integrazione documentale non ricevendo ulteriori istanze da parte del Responsabile del Procedimento della Regione Lazio. L’iter istruttorio si concluderà pertanto con la Conferenza dei Servizi decisoria, convocata su impulso dell’Amministrazione Regionale competente che comporterà, una volta tenuta, la successiva emissione del titolo autorizzativo AIA dell’impianto, con una validità di otto anni.

Nel 2013 le linee 2 e 3 dell’impianto hanno garantito un esercizio regolare, sia in termini di energia elettrica prodotta che in termini di CDR avviato a recupero energetico.

 

SAO

È proprietaria della discarica localizzata nel territorio del Comune di Orvieto, opera nell’ambito della gestione dei rifiuti urbani e speciali.

Con Delibera n. 2 in data 16 gennaio 2013, è stato approvato, da parte dell’Assemblea di Ambito dell’ATI n. 4 dell’Umbria, il Piano d’Ambito del Servizio di Gestione Integrata dei rifiuti urbani (PDA), ai sensi della L.R. n. 11/2009 e con Delibera n. 1 in data 16 gennaio 2013, la medesima assemblea ha approvato le nuove tariffe di accesso agli impianti di Orvieto.

Inoltre, al fine di favorire un graduale adeguamento da parte dei Comuni alle nuove tariffe, l’Assemblea di Ambito dell’ATI n. 4, ha approvato, in data 28 febbraio 2013, il conferimento di ulteriori quantitativi di rifiuti speciali per il solo anno 2013.

Le previsioni introdotte dal Piano d’Ambito sopra citato, hanno comportato una significativa modifica dei flussi dei rifiuti in ingresso al Polo impiantistico di Orvieto comportando quindi la necessità di rivedere la configurazione operativa dell’impianto, anche con particolare riferimento a quella connessa al processo di trattamento combinato della frazione organica del rifiuto attraverso le nuove sezioni di gestione anaerobica e di trattamento aerobico in biotunnel e alla sezione impiantistica dedicata alla produzione della frazione secca. 

Con riferimento all’impianto di trattamento rifiuti, nel mese di aprile 2013 si è concluso, con esito favorevole, il procedimento istruttorio avente ad oggetto l’istanza di revoca della Società al provvedimento di esclusione GSE/P020130041691 dalla graduatoria di iscrizione ai registri, di cui al DM 6 luglio 2012, quale requisito necessario per l’accesso al sistema d’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici. Risulta conseguentemente iscritto al richiamato registro per l’accesso al sistema d’incentivazione, la sezione impiantistica alimentata a biogas per una potenza pari a 0,998 MW.

 

Gruppo AQUASER

Aquaser

Opera nel settore dei servizi complementari del ciclo integrato delle acque, svolgendo un attività di recupero e smaltimento fanghi di depurazione biologica e rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque, di trattamento di reflui e rifiuti liquidi, e la prestazione di servizi ad essi connessi.

Svolge attualmente il servizio di trasporto e recupero dei fanghi di depurazione per la maggior parte delle società idriche del Gruppo ACEA.

Le attività di recupero vengono svolte mediante il conferimento ad impianti di compostaggio, prevalentemente di terzi e lo spandimento di fanghi in agricoltura su autorizzazioni anche esse prevalentemente di terzi.

Nel corso dell’esercizio, la società ha altresì consolidato la propria posizione di mercato potenziando l’attività di trasporto e smaltimento e /o recupero dei rifiuti prodotti dai clienti, confermando i risultati ottenuti nel settore di propria competenza, rispetto ai precedenti esercizi ed ha consolidato il perimetro delle proprie attività con l’ingresso nel settore trasporti attraverso lo sviluppo della società ISA, completando la filiera della gestione rifiuti.

Con riferimento al rafforzamento delle attività sul territorio si informa che il 5 luglio 2013 è stata perfezionata l’acquisizione della società SAMACE, titolare di un impianto di compostaggio per il trattamento di fanghi da depurazione e rifiuti organici e di un impianto di trattamento di rifiuti liquidi.

 

KYKLOS

Opera nel settore del trattamento dei rifiuti con produzione e commercializzazione di ammendante compostato misto; in particolare svolge la propria attività in località Nettuno Ferriere ad Aprilia in forza dell’Autorizzazione Unica per impianti di trattamento e di recupero di rifiuti speciali non pericolosi rilasciata dalla Provincia di Latina con una potenzialità massima di 66.000 ton/annuo.

In data 8 giugno 2010 è stato avviato l’iter autorizzativo per l’adeguamento dell’attuale impianto e l’ampliamento della potenzialità fino a 120.000 ton/annuo mediante la realizzazione di una sezione di digestione anaerobica con recupero di energia elettrica e termica.

Si segnala che la Provincia di Latina, in data 28 marzo 2013, ha rilasciato autorizzazione unica per variante sostanziale dell’impianto di trattamento e recupero di rifiuti e per la produzione di energia. L’intervento autorizzato, che determina una potenzialità di trattamento pari a 120.000 t/a di rifiuti compostabili garantisce il soddisfacimento dell’esigenza di recuperare i rifiuti organici, soprattutto nel presente periodo di emergenza rifiuti a livello regionale, evitandone la collocazione in discarica, permettendo altresì di migliorare la posizione di primo player di Kyklos nel territorio di riferimento.

In conseguenza del ricorso proposto dal Comune di Nettuno per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della suddetta autorizzazione nonché del ricorso proposto da Kyklos per l’annullamento di alcune parti della medesima autorizzazione, il 25 febbraio 2014 è stata presentata dalla Società richiesta di sospensione del termine di avvio dei lavori (fissato entro i dodici mesi dal rilascio) fino alla pubblicazione da parte del TAR Latina delle sentenze di merito che definiscono le controversie sopra descritte.

 

SOLEMME

Opera nel settore del recupero dei rifiuti, mediante compostaggio di rifiuti organici, in particolare fanghi prodotti dalla depurazione dei reflui civili e produzione di ammendante compostato misto. L’impianto di compostaggio è inserito nel Piano rifiuti della Provincia di Grosseto.

Il mercato di riferimento di Solemme è rappresentato dai fanghi di depurazione civile prodotti nella Regione Toscana, ed in particolare nell’ambito ATO6 Ombrone, relativo alla Provincia di Grosseto e Siena e dal trattamento dei rifiuti della raccolta differenziata.

L’attuale potenzialità dell’impianto non è sufficiente a garantire il recupero delle quantità attualmente prodotte di cui, si prevede un aumento in funzione dell’incremento delle attività di depurazione dei reflui civili.

Le difficoltà incontrate nel percorso per la realizzazione della soluzione integrata per la valorizzazione energetica dei fanghi ha determinato la decisione di attivare l’iter autorizzativo per l’adeguamento dell’impianto esistente. 

L’impianto di compostaggio è da lungo tempo al centro di un serrato dibattito, per il suo ampliamento e tipologia industriale, con il Comune di Monterotondo Marittimo.

Infatti il Comune ha proposto ricorso al TAR contro le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Grosseto sulla proposta del nuovo impianto di digestione anaerobica e compostaggio presentata da Solemme con capacità di 70.000 T/a.

Tale autorizzazione prevede l’ampliamento dell’impianto solo successivamente all’approvazione da parte del Comune di Monterotondo Marittimo del piano attuativo presentato dalla società in merito al quale l’Amministrazione Comunale si è espressa con diniego all’adozione con delibera consiliare del 26 Marzo 2013. Nel mese di febbraio 2014 sono stati tenuti incontri tra le parti volti a chiarire i

tutti gli aspetti di tipo tecnico al fine di addivenire ad una soluzione che consenta di autorizzazioni ancora mancanti.

 

ISA

Opera nel settore della logistica e dei trasporti ed è stata ritenuta strategica per gli obiettivi di consolidamento di mercato. Infatti, con l’acquisizione della Società, si è voluta rafforzare la propria organizzazione per svolgere in maniera più autonoma i propri servizi, non solo quelli di trasporto ma anche quelli relativi ad altre attività connesse e complementari quali lo spandimento fanghi in agricoltura, la manutenzione dei letti di essiccamento e servizi di auto spurgo, che hanno, di fatto, determinato una crescita significativa delle attività svolte.

Si segnala che attualmente la Società dispone di un proprio parco mezzi per lo svolgimento delle attività di autotrasporto.

 

SAMACE

In data 5 luglio 2013 la Società è stata interamente acquistata da Aquaser.

Opera nel settore del recupero dei rifiuti con produzione e commercializzazione di ammendante compostato misto. La Società svolge la propria attività a Sabaudia in forza dell’Autorizzazione Unica per impianti di trattamento e di recupero di rifiuti speciali non pericolosi rilasciata dalla Provincia di Latina.